Elodia Rossi

Materiali da costruzione

Feb
17

Dopo aver parlato del Progetto Architettonico (all’interno della sub categoria “per futuri architetti”) e delle relative modalità di definizione – ossia dall’idea al progetto compiuto – introduco una nuova serie di articoli sul tema dei materiali da costruzione. Si tratta di consigli rivolti a tutti, relativi all’impiego di materiali destinati alle finiture e agli isolamenti, partendo da quelli di nuova generazione. Più avanti tratterò anche alcuni materiali che chiamerò nobili, ossia puri e derivati direttamente dalla natura, come marmi e pietre più o meno dure.

Il mio approccio al tema sarà quello di suggerirne il corretto utilizzo, oltre spiegarne brevemente le caratteristiche, sperando di contribuire a evitarne usi impropri e inadatti alla contemporaneità.

Le nuove frontiere dei materiali edili per finitura (e non solo) sono davvero molto vaste e particolarmente interessanti. Purtroppo però vengono frequentemente adoperati per simulazioni di materiali nobili, cosa davvero sorprendente e inefficace anche dal punto di vista del risultato. Questo vale tanto per l’immediatezza quanto per il divenire. Si dice che il tempo è galantuomo: nulla di più vero per casi del genere. I materiali nobili, quelli autentici, subiscono l’età che, per certi versi, li rende straordinari e ineguagliabili. Non è lo stesso per quelli di nuova generazione. Il loro valore ha mete differenti e altrettanto importanti.

E che pensare dei finti invecchiamenti? L’ho già detto in precedenza (Rif. Articolo Architettura Contraddetta): non c’è niente di più squallido della finzione. Evitiamola.

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