Elodia Rossi

verità e confusione

Feb
28

Dal Rapporto Brundtland all’Accordo di Parigi, dall’informazione (o disinformazione) massiccia alla scienza nascosta.

Ho parlato, in molti articoli, dei problemi planetari e dei danni ambientali. Ho cercato di analizzare eventi, fatti, situazioni, ma soprattutto dati ufficiali e poco noti. Ho messo del mio, ossia ho esaminato tutto con occhio critico e assolutamente imparziale.

Poi, per un certo tempo, sui temi ambientali sono stata in silenzio. Dal 16 ottobre dello scorso anno, direi, quando ho pubblicato l’articolo Erosione del suolo: cause e rimedi.

Ho riflettuto molto e volutamente. C’era da approfondire. C’era ancora da capire: cosa non tornava? Cosa non mi era chiara? Allora ho studiato, molto. Ho letto, molto. E soprattutto, ho letto le opinioni scientifiche di alcune menti eccelse: da quelle di Newton a quelle di Zichichi, da quelle di Rubbia a quelle della Hack e di altri ancora.

Esserne uscita sorpresa è dir poco.

Dunque è tempo di ricominciare a scrivere.

Di fronte a tante rivelazioni scientifiche, verrebbe da dire che la maggior parte delle informazioni stampate o via rete dovrebbero essere distrutte. Verrebbe da dire che la quasi totalità delle informazioni che partono dalle cattedre universitarie di geografia dovrebbero essere censurate e, con esse, i relativi portavoce.

E lo vedremo, viene sancita – ancora una volta, ben oltre quanto io stessa abbia affermato – l’illusorietà del Rapporto Brundtland. Una favola, utopica e ingannevole.

Ad esempio, dinanzi all’equazione matematica che sintetizza l’equilibrio del mondo e ne descrive l’evoluzione, crolla ogni possibilità di generare un’equazione riferita al clima. Troppi parametri liberi, fino al punto che occorrerebbero ben tre equazioni differenziali non lineari accoppiate. Vale a dire che esiste un tale livello di improvvisazione (fattori esterni non governabili, come i raggi cosmici) che non permette la costruzione di alcuna formula matematica esatta.

Invece, l’equazione del mondo – tradotta in grafica – ci dice perfino che tra un battito cardiaco e l’altro di ognuno di noi (come dice Zichichi) accade una tale infinità di cose da sbalordire. Cose che richiamano le forze universali, i movimenti planetari, gli equilibri delle galassie e altro ancora. Cose che determinano grandi modificazioni derivate perfino da minuscoli cambiamenti orbitali. Dinanzi a tanto, con coscienza e umiltà, dovremmo capire di essere nulla singolarmente. E dovremmo capire l’inganno della proclamazione di uno sviluppo sostenibile … che soddisfi i bisogni del presente senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri, la favola dell’Our common future.

Il tema poi del riscaldamento globale assume sfaccettature evolutive che lo discostano essenzialmente dai problemi ambientali e – probabilmente – perfino l’evoluzione climatologica deve essere scissa dall’inquinamento. Il primo è dovuto a processi naturali, il secondo ai disastri umani. E anche qui si apre uno scenario scientifico che richiama molta prudenza nell’associare i fenomeni. Cosa che invece viene comunemente fatta. Anche io ho pensato spesso – e ho scritto a riguardo in alcuni precedenti articoli – che le forze inquinanti fossero strettamente legate al riscaldamento globale.

Ricercare significa anche riesaminare ed eventualmente rivedere la propria conoscenza. È quello che sto facendo.

Per quanto abbia finora approfondito, alcuni elementi restano però fermi e avvalorati dalla scienza. Tra questi: i danni ambientali da inquinamento (con l’enorme responsabilità degli allevamenti intensivi, della deforestazione, della crescita urbana, eccetera) e la truffa degli strumenti di cattura delle energie cosiddette alternative. Dedicherò altri articoli all’approfondimento di questi drammi, consegnandomi alle parole degli scienziati veri.

Come potrei, a questo punto e a gran voce, non ribadire l’infondatezza dell’Accordo di Parigi? Scriverò anche su questo, più approfonditamente di quanto già fatto e supportata dagli studi delle grandi menti.

L’equazione “clima” non esiste. Il riscaldamento della crosta terrestre ha avuto oscillazioni continue nel corso dei Secoli. Potenti della Terra, credete di saper fronteggiare l’Universo?

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