Elodia Rossi

Nuovi materiali per pavimenti

Feb
20

Gli scenari offerti dai nuovi materiali per pavimentazioni aprono orizzonti davvero straordinari. Le proposte sono varie, la ricerca va avanti, l’impiego di tecnologie innovative nelle produzioni allarga gli orizzonti dell’architettura.

Intendo soffermarmi su due tipologie di nuovi materiali per pavimentazioni. La prima, un po’ meno recente, è quella delle resine. L’altra, più recente e – dal mio punto di vista – più affascinante, è quella dei microcementi.

Si tratta di tipologie in qualche modo sorelle, sia per le modalità applicative, sia per alcuni aspetti riguardanti il risultato.

La resina, già di largo utilizzo per le pavimentazioni d’interni (e non solo), è un prodotto versatile e facile da impiegare. Si trova in commercio in differenti forme: dalla bicomponente (generalmente più resistente) alla monocomponente, nei diversi colori e tinte, trasparente oppure opaca, da dare a film o anche a spessore (autolivellante), a spatola o a rullo. Tutto dipende dall’effetto che si vuole ottenere. Possiede ottime qualità di impermeabilizzazione e resistenza all’usura. Tuttavia il suo impiego andrebbe limitato a condizioni strutturali e architettoniche favorevoli ed esclusivamente contemporanee.

Con le resine possono conseguirsi risultati d’autore. Basti pensare a quelle trasparenti che conformano lastre uniche sotto cui poter conservare (e lasciar ammirare) composizioni pittoriche, oggetti bidimensionali e perfino tridimensionali a basso spessore.

Il microcemento, recente frontiera della ricerca tramite le nanotecnologie, possiede caratteristiche tecniche ed estetiche che trovo più soddisfacenti. Innanzi tutto, essendo derivazione di un materiale non idrorepellente, conserva proprietà di traspirazione che non vanno sottovalutate in taluni impieghi. Trattenere l’umidità creando schermi a pavimento così da non permetterne la risalita è spesso un’azione dannosa.

Il risultato che si può ottenere con l’impiego del microcemento raggiunge un fascino particolare, perfino adattabile a differenti condizioni stilistiche: qualità rara che non appartiene alle resine. Ad esempio, in casi di assenza o estremo deterioramento di pavimentazioni in ambienti storici, laddove non è più possibile procedere tramite restauri, il microcemento può costituire una soluzione d’eccellenza. Utilizzato in forma pura, senza colorazioni o alterazioni della superficie, esprime un efficace contrasto con le preesistenze: non è invadente né fuori luogo, appare neutro ed elegante allo stesso tempo.

Ed è proprio la forma pura del microcemento che trovo particolarmente interessante (e affascinante) nell’uso per pavimenti: lastre uniche dal grigio tipico del materiale di derivazione. Le alterazioni, tramite colorazioni o effetti da applicazione, ne mortificano l’essenza fino a renderlo indistinguibile – agli occhi non esperti – dalle resine.

Resine e microcementi sono di facile applicazione, tanto da potersi cimentare anche in proprio nel caso di ambienti regolari, ben livellati, senza particolari imperfezioni e senza bisogno di rimuovere l’eventuale vecchia pavimentazione. Bisogna ricordare che, ad esempio, nel colare prodotti autolivellanti, questi tendono ovviamente a mantenere la quota superiore uniforme.

Se si volesse provare, suggerirei di impiegare il prodotto ottenibile tramite questo link  http://amzn.to/2lmWU9M: un microcemento bicomponente.

Resine o microcemento, a seconda dei casi, a seconda degli ambienti, a seconda delle aspettative. Ma mai per simulare altri tipi di pavimentazioni: finti parquet, finti cotti, finti marmi e via dicendo. Sebbene siano pratiche di largo uso, le trovo squalificanti, oltre che ridicole.

Non ho volutamente parlato delle pavimentazioni liquide in poliuretano, né di resine destinate a pavimentazioni di altro tipo (industriali, per esterni, eccetera). È un tema differente.

Né ho parlato di quella nuova generazione di pavimenti che utilizzano rame, bronzo, alluminio per realizzare piastrelle. Non mi piacciono.

Invece accenno brevemente alla ceramica liquida, un prodotto già impiegato il campo artistico che sta prendendo piede anche in ambito edile. Finora disponibile per fughe (produttore Kerakoll), con qualche sommessa proposta per pavimentazioni continue, è oggetto di ricerca d’avanguardia. Mi aspetto gradevoli sorprese.

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