Elodia Rossi

Il dolore delle Vele di Scampia

Mar
21

È un urlo di dolore quello che lanciano le Vele di Scampia. Un urlo che segue una lunga sofferenza, fatta di abbandono, tradimento, incomprensione, trascuratezza, incuranza. Oggi non hanno colore, sono giganti addolorati che piangono e chiedono aiuto. Eppure sono lì, ancora in piedi, nonostante tutto. Non tutte però, visto che ormai se ne contano soltanto quattro sulle sette iniziali. Tre sono state abbattute tra il 1997 e il 2003, già in condizione di forte degrado a soli vent’anni o poco più dalla loro solenne nascita.

Opere maestose, studiate abilmente per accogliere residenze sociali, diventate immediatamente un simbolo per gli architetti e per tutti coloro che hanno il senso dell’estetica. Francesco Di Salvo, il progettista, aveva saputo guardare ben oltre la produzione architettonica che aveva caratterizzato gli anni sessanta (momento in cui iniziò l’edificazione), offrendo un contributo straordinario di innovazione – perfino futuristica – al decennio successivo: gli anni settanta, quando le vele s’ersero in tutto il loro splendore. Di Salvo ebbe appena il tempo di vederle compiute (nel 1975), per donarle all’universo delle forme magistrali e poi morire nel 1977, poco più che sessantenne.

Mai avrebbe pensato che si sarebbero susseguiti anni di incuria amministrativa, lunghi periodi di trascuratezza, che sarebbe sopraggiunto l’impeto degli occupanti abusivi ai tempi del dopo terremoto, che l’incapacità dei deputati al governo urbano non avrebbe consentito di vedere oltre e riconoscere in quelle opere il grande merito di essere state progressiste, di aver largamente anticipato un orientamento architettonico che, destinato a durare, emana ancora la sua espressività.

Le vele di Scampia sono state emulate (talvolta perfino copiate, permettetemi il termine), nella loro essenza formale, da numerosi progettisti di lì a venire e non soltanto italiani. Ho in mente molti di questi casi e, senza voler manifestare apertamente quelli che considero usurpazioni evidenti, faccio timido cenno ad alcune manifestazioni recentissime di edifici-giardino, opere di grandi studi di architettura, i cui impianti sembrano ricalcare non poco quelli delle Vele.

Hanno ispirato film, libri e perfino poesie. Ora il Comune di Napoli ha deciso di procedere all’abbattimento di altre tre. Ne rimarrebbe una soltanto, da destinare a uso pubblico/sociale (centro di accoglienza).

Ventisette milioni di euro (così si dice) stanziati per l’abbattimento e via, dunque, a un programma di riqualificazione con mutazione della destinazione d’uso per la sola Vela che resterà in piedi. Perché?

Perché non consegnare i ventisette milioni all’avvio di un programma di riqualificazione complessiva delle Vele e del quartiere che le ospita? Saranno pur pochi, ma potrebbero bastare per la messa in sicurezza e per le prime operazioni di completamento. Potrebbero bastare, se si lavorasse con criterio, magari affidando appalti per settori (e non l’appalto complessivo) a ditte locali di modeste dimensioni, favorendo l’economia e salvando l’architettura. Perché è di architettura che si sta trattando: architettura lucida, esemplare, tronfia di criteri progettuali incontestabili.

Perché lo stesso Ente che non ha avuto la capacità di evitare il degrado, senza scrupolo oggi s’erge a giudice supremo che ne sentenzia la morte?

Dov’è il Ministero dei Beni Culturali? Come può consentire un tale scempio e non sostenere, al contrario, un programma intelligente di valorizzazione di un bene che, come pochi, ha positivamente influenzato gli anni a venire.

L’architetto Luigi De Falco ha lanciato una petizione attraverso Change.org: Salviamo le Vele di Scampia dalla demolizione. Io ho firmato. Salviamole.

N. 2 – Riqualificazione Centro Storico

Ago
10

Entro nel vivo delle scelte progettuali, formali e funzionali, elencandole.

Per Largo Savoia

Riorganizzazione dei livelli della pavimentazione, in particolare per consentire l’accesso carrabile (e per portatori di handicap) al retro del Palazzo Municipale. E’ prevista una rampa di dimensione uguale al varco d’accesso.

Esamina ed eventuale rettifica della linea di scolo delle acque con relativo pozzetto d’ispezione e griglia.

Rimozione della pavimentazione esistente e, previa sistemazione dei massetti di sottofondo, allettamento del nuovo manto pavimentato in blocchetti di selce.

Ricomposizione del marciapiede, con ampliamento della profondità verso la strada (si tratta di un limitato incremento di ampiezza. Dimensioni maggiori non sono possibili in ragione della limitata dimensione della via Garibaldi nel punto citato, così da consentire il transito dei mezzi pesanti e degli autobus di linea). L’incremento è necessario per permettere il passaggio pedonale per il transito verso Piazza Medaglia d’Argento.

Recupero del bordo dell’attuale marciapiede (linea terminale) in pietra locale a taglio grosso.

Realizzazione di un sistema d’illuminazione artistica con corpi illuminanti dal basso e dalle pareti.

Per Piazza Medaglia d’Argento

Esame ed eventualmente rettifica della linea di scolo delle acque.

Rimozione della pavimentazione esistente e, previa sistemazione dei massetti di sottofondo, allettamento del nuovo manto pavimentato in blocchetti di selce.

Realizzazione del marciapiede, con dimensione di 30 cm di profondità (dimensioni più ampie non sono possibili in ragione della limitata dimensione della via Garibaldi, così da consentire il transito dei mezzi pesanti e degli autobus di linea), per permettere il passaggio pedonale per il transito verso Largo Savoia e verso la Piazza Pensile;

Recupero del bordo dell’attuale linea terminale sulla via Garibaldi in pietra locale a taglio grosso e rimessa in opera quale bordo del marciapiede, in continuità con quanto previsto per Largo Savoia.

Verifica della stabilità del muro di sostegno sovrastante la scalinata di collegamento tra via Garibaldi e via Cesari, nonché nel tratto più alto ai limiti di via Garibaldi, attraverso prove di carico con mezzi specifici.

Rinforzo del muro di sostegno citato al punto precedente, attraverso apposizione di intonaco armato e in dipendenza delle risultanze delle prove di stabilità.

Creazione di una rampa di collegamento con la Piazza Pensile, ai limiti del muro di sostegno, che transiti attraverso la scalinata interposta.

Realizzazione di un muretto di recinzione nella parte terminale del Largo Savoia.

Realizzazione di un muro di recinzione sovrastante il muro di sostegno e in continuità formale con esso. Tale muro avrà un andamento irregolare morbido (articolato a differenti altezze), per fornire all’intervento segni di particolarità architettonica.

Sostituzione dell’attuale fontana decorativa, con nuovo e più moderno (anche più consono) artefatto in opera.

Realizzazione di un sistema d’illuminazione artistica con corpi illuminanti dal basso e dalle pareti.

Per Piazza Pensile

Rimozione della pavimentazione esistente, delle attuali fioriere, dei muretti separatori, del manto d’asfalto dell’area parcheggio e qualsiasi altro elemento presente nell’area.

Complessiva riorganizzazione della struttura formale della Piazza, con attenzione al mantenimento dei livelli obbligati dalla struttura in calcestruzzo armato: riposizionamento degli elementi funzionali, rifacimento e riallocazione fioriere ed elementi di arredo, ricomposizione degli spazi ai differenti livelli, con specifiche destinazioni d’uso.

Sistemazione dei massetti di sottofondo, allettamento del nuovo manto pavimentato in blocchetti di selce.

Riorganizzazione del sistema delle scalinate e delle rampe per portatori di handicap, razionalizzando l’insieme ad esigenze di estetica e funzionalità.

Realizzazione del marciapiede, con dimensione di 30 cm di profondità, esteso fino all’ingresso superiore, quale elemento di continuità e per permettere il passaggio pedonale per il transito verso Piazza Medaglia d’Argento e, a seguire, verso Largo Savoia.

Completa riedificazione dei muri di recinzione e di separazione, con nuove forme (a differenti altezze e dimensioni). Sulla parete fronteggiante l’ingresso alla Piazza, sarà posto un muro d’acqua a cascata continua.

Messa in opera dei canali di gronda (ad oggi inesistenti) per gli scoli delle acque verso il livello sottostante.

Ricomposizione dell’area parcheggio, tra l’altro con la determinazione di un senso di continuità strutturale ed estetico con il resto della piazza.

Ricomposizione e integrazione delle essenze di abbellimento. Le nuove essenze privilegeranno gli ulivi locali, simbolo della privilegiata produzione agricola del luogo.

Realizzazione di un sistema d’illuminazione artistica con corpi illuminanti dal basso e dalle pareti.

Realizzazione di zone d’ombra, tramite la creazione di pensiline artistiche, poste sopra le aree a gradonate di collegamento tra i differenti livelli.

Per la scalinata di collegamento tra via Garibaldi e via Cesari (interposta tra la Piazza Pensile e Piazza Medaglia d’Argento)

Rimozione parziale della pavimentazione esistente (nelle aree deteriorate e necessitanti di diversa composizione dei gradini), il manto di sottofondo e ogni altro elemento necessario a predisporre il piano per i nuovi livelli.

Riorganizzazione parziale della struttura formale della scalinata, limitatamente all’andamento di alcuni gradini, cercando comunque di conservarne le logiche (quale memoria storica del luogo) organizzative attuali.

Sistemazione dei massetti di sottofondo, allettamento del nuovo manto pavimentato nelle aree mancanti.

Creazione di un ingresso con la limitrofa Piazza Pensile e un ingresso con la limitrofa area sottostante la Piazza Pensile.

Sistemazione del muretto di delimitazione a monte, opposto al muro di contenimento già descritto per Largo Savoia.

Realizzazione di un sistema d’illuminazione artistica con corpi illuminanti dal basso e dalle pareti.

Per il piano inferiore (seminterrato) alla Piazza Pensile

Risanamento complessivo del sito, attraverso interventi di manutenzione straordinaria per la rimozione delle superfetazioni a tutti i livelli.

Ripulitura della struttura in c.a, anche con le necessarie opere di manutenzione.

Realizzazione del solaio di calpestio in calcestruzzo armato.

Creazione della suddivisione tra gli ambienti con tramezzature.

Realizzazione degli impianti di luce, acqua, condizionamento, smaltimento liquami e rifiuti.

Realizzazione della tamponatura degli esterni.

Intonacatura e rifinitura di tutte le opere murarie.

Realizzazione degli infissi in ferro battuto e vetro, sia per le porte che per le finestre.

Apposizione di elementi di arredo interno (mobilio, apparecchi sanitari e corpi illuminanti).

Per Piano inferiore (area verde)

Esecuzione degli espropri (secondo le direttive del Piano Particellare).

Ripulitura dell’area e rimozione delle attuali strutture di sostegno.

Realizzazione delle nuove strutture di sostegno per la riorganizzazione dell’insieme.

Verifica ed eventualmente consolidamento dei muri di sostegno lungo via Cesari e lungo la scalinata di collegamento tra via Cesari e via Garibaldi.

Coltivazione a prato dell’area, con mantenimento di alcune delle essenze presenti e apposizione di nuove.

Organizzazione del sistema degli accessi e dei vialetti.

Realizzazione dei muretti parapetto.

Intonacatura e rifinitura di tutte le opere murarie a vista.

Realizzazione di un sistema d’illuminazione artistica con corpi illuminanti dal basso e dalle pareti.

Per Piano inferiore, via Cesari

Intonacatura e rifinitura dell’attuale muro di sostegno, dopo la verifica statica.

Verifica statica ed eventualmente consolidamento del piccolo immobile posto ai limiti con la scalinata di collegamento tra via Cesari e via Garibaldi.

Riorganizzazione, ripulitura e intonacatura del medesimo immobile, sia all’interno che all’esterno.

Realizzazione dell’infisso d’ingresso in ferro e vetro (come per i locali superiori).

Il prossimo articolo sarà dedicato alla visualizzazione di stralci del progetto definitivo e di quello esecutivo.

N. 1 – Riqualificazione Centro Storico

Ago
02

Anno 2008.

Il Comune di Santi Cosma e Damiano indice una gara a procedura ristretta per l’affidamento di servizi di progettazione e pianificazione mirati al recupero e alla valorizzazione del Centro Storico.

In sostanza si tratta di riqualificare l’area prossima alla sede comunale, tramite il recupero/rifacimento di un sistema di tre piazze pressoché contigue.

Partecipo e mi aggiudico l’appalto. Motivata dall’appartenenza al luogo, muovo verso il progetto che più avanti illustrerò con alcuni articoli numerati, a partire da questo.

Sono passati alcuni anni, tra lentezze burocratiche ormai superate, e finalmente si sta procedendo verso la realizzazione dell’opera. Sarò io, avendo già redatto il progetto da tempo approvato, a dirigere i lavori.

Lo scenario

Posto a 181 ml s.l.m., Santi Cosma e Damiano possiede un territorio esteso circa ha 3020, con densità di popolazione per kmq è pari a 220,02 unità (in crescita rispetto al dato censuario del 2001, che ne contava 207,0).

La popolazione in valore assoluto è pari a 6.995 unità (ultimi dati censuari ISTAT, con lieve incremento rispetto ai dati del 2001, quando la popolazione contava 6.532 unità, di cui 3.165 maschi e 3.367 femmine). Il numero complessivo delle famiglie residenti è pari a 2.478 circa e il numero delle abitazioni è di 3.200. Dato, quest’ultimo, che supera il numero delle famiglie, attestando il fenomeno di spopolamento che si è intensificato soprattutto negli anni precedenti la rilevazione censuaria del 2001 e che, tra i due censimenti, sembrava aver lievemente invertito rotta.

Tra gli anni 2001 e 2011, intervallo tra i due censimenti ISTAT, si è dunque assistito a un incoraggiante fenomeno: il mercato degli acquisti di abitazioni nell’area comunale era in aumento, in particolare per via di acquirenti provenienti dal napoletano e dalla Capitale (e/o aree limitrofe), investendo così il territorio di un ruolo rinnovato nell’accoglimento, con prospettive positive per la complessiva qualità della vita. Ne avrebbe potuto derivare una crescita economica, anche se con valori moderati, nonché un indiscutibile beneficio per la popolazione residente in termini complessivi di organizzazione sociale.

In questo contesto, corrispondente agli anni di redazione del progetto, il ruolo del Centro Storico assumeva di certo un’importanza non trascurabile e il programma di recupero rappresentava un elemento di grande sfida per il miglioramento dell’immagine del territorio in questione. La posizione dell’intervento, nel contesto del Centro Storico e sulla direttrice d’ingresso (via Garibaldi) che conduce ai principali attrattori (Chiesa patronale, Piazza Tommaso Rossi, Auditorium, Municipio), ne determinava il duplice ruolo di attrattore e di elemento strutturale a servizio della popolazione (e del visitatore).

Purtroppo le ricadute della recente e nota crisi economica mondiale – che in luoghi di minore dimensione si avvertono con un certo ritardo – hanno arrestato il processo di crescita e rinnovato lo spopolamento (dopo il 2011). L’inversione di rotta sembra aver ripreso i ritmi tipici subordinati allo sviluppo delle grandi urbanizzazioni, ormai indiscussi attrattori. E il territorio di Santi Cosma e Damiano è pressoché intermedio tra Napoli e Roma, due tra le maggiori urbanizzazioni italiane (le maggiori, lo ricordo, sono tre. Nell’ordine: Roma, Milano e Napoli).

Tuttavia e proprio per questi recenti gravi problemi, l’importanza di dare impulso alla visibilità del territorio assume oggi una maggiore forza: fattore di contrasto al processo di degrado fisico e di mortificazione economico/turistica.

Le basi programmatico/progettuali

Si tratta di un percorso di pianificazione alla micro scala, con l’inclusione di componenti di progettazione architettonica.

Oggi: Piazza Pensile dall’alto

Il territorio circostante l’area d’intervento, pur essendo in posizione centrale, soffre di un certo livello di degrado anche per la presenza di circoscritti nuclei con grave incidenza di strutture fatiscenti. Il sistema del decoro complessivo appare scoordinato (ad esempio, nelle colorazioni/decorazioni delle quinte stradali prossime all’area d’intervento) e vetusto nella concezione architettonica di molti dei fabbricati recentemente ristrutturati.

Riguardo l’area specifica d’intervento, risulta particolarmente degradata e decisamente non funzionale la Piazza Pensile.

Nata alcuni anni fa, la sua disarticolata conformazione non ha mai concesso alcuno stimolo alla fruizione.

Oggi: degrado Piazza Pensile

Problemi aggiuntivi, sorti poco dopo, di carattere strutturale (come le diffuse infiltrazioni, gli accumuli acquiferi, gli scollamenti delle pavimentazioni e dei rivestimenti), hanno aggravato la già sgradevole situazione.

Le altre due Piazze, Medaglia d’Argento e Largo Savoia, benché in condizioni decisamente migliori (difatti sono abitualmente frequentate), necessitano comunque di recuperi importanti – sia funzionali che strutturali – e di coordinamento funzionale/estetico per la messa a sistema.

Le tre piazze (Piazza Medaglia d’Argento, Largo Savoia e Piazza Pensile), oggi dunque fruite solo in parte e funzionalmente/esteticamente disconnesse, benché limitrofe, offrono interessanti spunti per il recupero e per l’acquisizione dell’atteso ruolo di attrazione turistica, oltre che di stimolo all’uniformità futura dello spazio urbano centrale.

Il progetto prevede che gli spazi siano organizzati con logiche di separazione delle funzioni principali, in modo tale da non sovrapporre disordinatamente le destinazioni d’utilizzo specifiche, pur nella concezione dell’uniformità estetica e della continuità urbanistica. Gli accessi alle aree interne sono pensati quasi unicamente pedonali. Il sistema degli accessi/collegamenti mira a soddisfare sia esigenze di fruibilità, sia esigenze di integrazione complessiva.

Le scelte progettuali hanno seguito un sostanziale principio di metodo: consegnare al territorio un intervento esteticamente e funzionalmente valido, in modo da rendere maggiormente fruibile l’area e – come detto – trasferire l’immagine di un nuovo elemento attrattore che non entri in contrasto con la vocazione storico/territoriale, ma che abbia comunque un valore di certa innovazione e di “illustrazione” dell’insieme territorio.

Ne parlerò nei prossimi articoli della serie.

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